I 3 SIGNIFICATI DEL TERMINE YOGA

Sempre più spesso si sente parlare di Yoga prevalentemente in riferimento alla pratica effettuata sul tappetino, ma conosci il significato di tale termine? Sai che deriva dal sanscrito che è una lingua ufficiale dell’India appartenente alla famiglia delle lingue indoeuropee? Leggi l’articolo e scopri le principali accezioni di una delle parole più conosciute al mondo.

 

Lo Yoga è un’antichissima disciplina nata in India e oggigiorno ampiamente diffusa in molte parti del pianeta. Attraverso l’esecuzione di specifiche tecniche psicofisiche e respiratorie, lo Yoga crea armonia fra corpo, mente, respiro ed emozioni portando equilibrio e benessere. Sempre più persone si avvicinano alla pratica per motivi diversi (salute psicofisica, rilassamento, aumento della performance sportiva e anche curiosità) e, in ogni caso, il beneficio è evidente già a partire dai primi incontri. Oltre alla sfera interiore, il campo di azione dello Yoga si apre verso l’esterno permettendo così all’uomo di ristabilire quel contatto con la natura di cui è inseparabile parte e che spesso, purtroppo, dimentica. La connessione con l’ambiente circostante ed il rispetto dei ritmi naturali favoriscono l’omeostasi e la salute generale dell’organismo.

 

Durante le lezioni, sia individuali che di gruppo, spesso mi viene chiesto il significato della parola Yoga e così, prendendo spunto da tale domanda, ho pensato di scrivere qualcosa a riguardo.

 

È prima di tutto interessante osservare che il termine non ha un significato unico. La parola Yoga deriva infatti dalla radice sanscrita yuj che può essere tradotta come:

  • controllo;
  • arresto degli stati mentali;
  • unione.

Tutte le accezioni del termine sono riconducibili a determinate attività che ora andremo a vedere nello specifico.

 

Il controllo della mente e dei sensi permette di vagliare tutto ciò che dall’ambiente circostante entra all’interno. In un primo momento, le informazioni vengono trasmesse all’aspetto più esterno della mente, successivamente vengono elaborate ed infine immagazzinate nella coscienza deposito. In presenza di specifiche condizioni, tali informazioni possono passare dallo stato quiescente a quello attivo determinando particolari comportamenti e stati. La stretta relazione esistente fra lo stimolo e la raccolta dei dati richiede quindi disciplina nell’uso dei sensi che dovrebbero essere dei fedeli servitori della mente.

 

Lo Yoga rappresenta inoltre il mezzo attraverso cui le attività della mente vengono arrestate così da raggiungere lo stato di completo assorbimento. La padronanza di tutti i livelli di coscienza porta alla conoscenza del vero Sé al di là della manifestazione in uno stato in cui vengono trascesi tempo, spazio e karma. La natura della mente silente è pura consapevolezza che permette l’ingresso nell’infinito.

 

Yoga significa anche unione del sé individuale con il Sé universale che si realizza attraverso un percorso di esperienza e successiva liberazione che, procedendo a ritroso rispetto al processo della manifestazione, riporta all’Uno da cui tutto ha origine.

 

Le azioni a cui fa riferimento il termine Yoga possono essere sperimentate percorrendo una delle diverse vie delineate per la prima volta nella Bhagavad-Gita, il poema contenuto nel VI capitolo della grande epopea del MahaBharata riconducibile alla fase pre-classica (1000 a.C. – 200 d.C. circa).

 

I sentieri dello Yoga riportati nella Bhagavad-Gita sono:

– Karma Yoga –> il sentiero dell’azione disinteressata privo di attaccamento e avversione verso ciò che viene compiuto e senza desiderio per i frutti dell’opera;

– Jnana Yoga –> il sentiero della conoscenza che si riferisce all’esperienza diretta di comprensione della vera realtà al di là del velo di maya;

– Bhakti Yoga –> il sentiero della devozione basato su un sincero e puro sentimento di amore.

A queste tre vie se ne aggiunge poi una quarta rappresentata dal Raja Yoga di Patanjali che è la combinazione di Karma, Jnana e Bhakti Yoga.

 

Il tipo di percorso scelto dal praticante dipende principalmente dalle caratteristiche individuali. È perciò importante sperimentare e poi seguire la via che maggiormente entra in risonanza con la particolare costituzione. Lo Yoga è quindi il mezzo e il fine che, attraverso il controllo, l’arresto degli stati mentali e l’unione, permette la conoscenza e la piena consapevolezza di se stessi in un percorso di liberazione e trascesa dal molteplice all’Uno.

 

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